La guerra in Afganistan

 L'articolo di Martinez affronta con l'arma del paradosso il tema del ruolo della guerra come investimento economico da parte degli Usa.
 L'articolo è stato sottoposto a Gemini per un test sul grado di comprensione-

Il Testo Miguel Martinez: Esistono guerre giuste, altroché! (sinistrainrete.info)

Esistono guerre giuste, altroché!

di Miguel Martinez

Io sono contrario a tutte le guerre, ma questo è un difetto mio.

Le guerre a cui io sono contrario si dividono in due tipi: le guerre sbagliate e le guerre giuste.

1940, ascolti alla radio la voce del Duce che annuncia “l’ora delle decisioni irrevocabili è arrivata!”

Poi un figlio lo perdi in Africa, un altro in Russia, gli statunitensi ti bombardano casa e tuo fratello finisce deportato in Germania.

Ecco, era proprio una guerra sbagliatanon ci piove.

Purtroppo da allora in Italia la parola guerra si porta dietro una cattiva nomea spesso immeritata.

Prendiamo invece la guerra statunitense in Afghanistan, 2001-2021.

Che è stata una guerra giusta, e vi spiego il perché.

La guerra sarebbe “costata” quattro trilioni di dollari, che è un po’ più del PIL della Germania. E sarebbe pure una guerra “persa”, nel senso che oggi il paese è governato dagli eredi di quelli che l’esercito USA cercò di cacciare nel 2001.

Una guerra sbagliata, dunque?

Noterete che ho messo “costata” tra virgolette.

Il verbo ha almeno due significati: la battaglia di Stalingrado costò (senza virgolette) la vita a forse tre milioni di esseri umani. C’era un bel ragazzo, e ora non c’è più!

Ma “costare”, quando parliamo di soldi, vuol dire che ogni dollaro speso da Tizio, è un dollaro guadagnato da Caio.

Cioè la sola guerra dell’Afghanistan ha immesso nell’economia degli Stati Uniti – certo, in vent’anni – quanto tutta la superpotenza industriale tedesca riesce a smuovere in un anno.

Bene, ma i soldi li avranno pure tolti da qualche parte, chiederete, e qui viene il bello.

Li hanno tolti ai contribuenti?

No, il presidente Bush ha ridotto dell’8% le tasse che dovevano pagare i più ricchi.

I soldi vengono dal debito pubblico.

A prima vista fa impressione, sono 31,4 trilioni di dollari, tutto il PIL degli USA supera di poco i 20 trilioni.

Ma a pensarci, il debito pubblico da una parte arricchisce gli statunitensi che ci investono; dall’altra è garantito dal fatto che 7,4 trilioni sono acquistati dalle banche centrali di mezzo mondo, perché quasi tutti gli scambi internazionali avvengono in dollari, e i dollari li investono lì.

Quindi quei quattro trilioni li hanno inventati dal nulla.

Non sono soldi usciti dalle tasche dei cittadini; ma l’invenzione è garantita a proprio rischio e pericolo da tutti gli Stati più ricchi del mondo. Certo, in teoria i debiti si pagano e pure con gli interessi, e infatti si mormora qualcosa a proposito di problemi che potrebbero sorgere attorno al 2048… Ma con quattro bombe, si sistema anche questo.

Per cui va ascritto a merito degli Stati Uniti di aver realizzato un vero miracolo economico.

Quindi, esattamente al contrario della guerra di Mussolini, la guerra statunitense in Afghanistan (ci limitiamo a guardare quella) ha garantito per vent’anni l’aumento della ricchezza, che ci dicono sarebbe il primo dovere di qualunque governo.

Direte, avranno arricchito gli industriali delle armi.

Sicuramente.

Ma come sapete, gli armaioli statunitensi hanno diffuso le loro fabbriche in ogni stato degli Stati Uniti, in modo da assicurarsi che ovunque gli eletti al Congresso e al Senato si devono confrontare, da una parte con aziende che pagano le loro campagne elettorali; ma dall’altra, come elettori, con gli operai dei bombifìci, con le loro mogli, con gli insegnanti delle scuole dei loro bambini. Un circolo virtuoso, che garantisce la prosperità degli armaioli, dei lavoratori e degli eletti e guerre senza fine.

Già sento una vocina lagnosa che parla di costi umani.

L’Unione Sovietica perse 26,6 milioni di vite in meno di quattro anni di guerra, 1941-1945.

Gli Stati Uniti, in vent’anni, hanno perso in Afghanistan 2,448 soldati.

Un centinaio l’anno.

I mercenari statunitensi, i contractor, morti furono di più, 3,846, ma penso che siamo tutti d’accordo che era gente che se l’era andata a cercare.

Oltre a questi sono morti centinaia di migliaia di indigeni, ma quello è un problema loro.

Dispiace per i soldati morti, certo, ma negli stessi vent’anni sono morti circa ottocentomila statunitensi in incidenti automobilistici.

I quattro trilioni di “costi” di guerra sono in realtà costituiti per metà dai benefici per i veterani. Che dopo essersi guadagnati uno stipendio invidiabile in qualche remota parte del mondo, avranno cose che lo statunitense medio manco si sogna: l‘assistenza medica assicurata, gli studi universitari pagati e persino la sepoltura. Una scalata sociale straordinaria per tanti immigrati.

Aggiungiamo a tutto questo l’immenso investimento nella ricerca che ha accompagnato la guerra: innumerevoli miliardi di soldi pubblici investiti per dirottare a scopi militari le ricerche universitarie, certo;

ma poi gli imprenditori fanno i soldi due volte, la prima con la guerra, la seconda con te.

Quando accendi il tuo smarfo, pensa con gratitudine che senza guerra, staresti ancora lì ad attaccarti al telefono.

La guerra statunitense contro l’Afghanistan è stata, forse, la guerra più giusta della storia.

Poi certo, qualche mamma afghana la può pensare diversamente, e qualche statunitense ci può scattare una bella foto, e la bella foto può entrare nel mondo di Google e rendere ancora più bello il tutto.

Però dai, una conciata così, quanto avrà contribuito al Progresso?


Gemini

Sintesi dell'articolo "Esistono guerre giuste, altroché!" di Miguel Martinez:

Tesi:

  • La guerra in Afghanistan (2001-2021) è stata una "guerra giusta" perché ha portato benefici economici agli Stati Uniti.

Argomenti a favore:

  • La guerra ha immesso nell'economia americana 4 trilioni di dollari, più del PIL della Germania.
  • I soldi non sono stati tolti ai contribuenti, ma creati dal nulla e garantiti dal debito pubblico.
  • La guerra ha arricchito gli industriali delle armi, i loro dipendenti e i politici che li sostengono.
  • Ha portato a innovazioni tecnologiche grazie all'investimento nella ricerca militare.

Confutazione di obiezioni:

  • Il numero di soldati americani morti è stato basso (2.448 in 20 anni).
  • I costi della guerra per i veterani sono in realtà benefici (assistenza medica, studi universitari, sepoltura).
  • Le morti di civili afgani sono un problema loro.

Conclusione:

  • La guerra in Afghanistan è stata un successo per gli Stati Uniti e ha contribuito al "Progresso".

Considerazioni critiche:

  • L'articolo si concentra solo sui benefici economici della guerra, ignorando i costi umani e sociali.
  • La definizione di "guerra giusta" è altamente discutibile.
  • L'articolo usa un tono ironico e sarcastico che può risultare offensivo per alcuni lettori.

Punti salienti:

  • L'articolo offre una prospettiva controversa sulla guerra in Afghanistan.
  • L'autore usa argomenti provocatori per stimolare la riflessione.
  • La lettura dell'articolo richiede una capacità di analisi critica e di discernimento.

Consigliato a:

  • Chiunque sia interessato a un dibattito sulla guerra in Afghanistan.
  • Lettori che amano le posizioni controcorrente e non si accontentano della vulgata comune.
  • Persone che desiderano approfondire le implicazioni economiche e sociali delle guerre.


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